Domenica 31 maggio abbiamo davanti un’occasione irripetibile per cambiare il futuro della nostra regione. In cinque anni di lavoro come
consigliere regionale ho imparato una cosa. C’è un Veneto capace, che ogni
giorno affronta sfide importanti e vuole vincerle.
Un Veneto che merita una
politica competente, aperta all'Europa, che sa ascoltare e decidere.
Io ho
deciso di fare la mia parte.
Diamo finalmente ai veneti un Veneto capace.
lunedì 11 maggio 2015
mercoledì 11 febbraio 2015
ANTONIO BOSCARDIN E LE ACQUE, COLORATE, DEL CHIAMPO
lunedì 26 gennaio 2015
LA PREFERENZA DI GENERE E IL VENETO SOTT'OLIO
venerdì 9 gennaio 2015
SE VICENZA PRENDE IL TRENO
Mai si era visto a Vicenza tanto dibattito sulla ferrovia. Interessata da tanti, troppi, progetti stradali (Pedemontana, Valdastico, Valsugana, tangenziali, complanari....) la provincia vicentina ha nei fatti la stessa infrastruttura ferroviaria di un secolo fa. Anzi, a guardar bene anche meno di un secolo fa. Nel frattempo infatti alcune linee sono state chiuse e dismesse, come il collegamento con le valli del Chiampo e dell'Agno o l'incredibile, per noi, ferrovia che saliva ad Asiago di cui sono in mostra, ancora per pochi giorni, le fotografie a Cogollo del Cengio. Accanto ai tanti progetti stradali, o autostradali, sono cresciute altrettante proteste mentre la necessità di un concreto investimento nell'ammodernamento delle linee ferroviarie non aveva mai trovato un adeguato spazio nella discussione pubblica. Il progetto preliminare per il passaggio dei treni veloci, perchè di questo si tratta più che di Alta Velocità, ha finalmente spostato l'attenzione dalla gomma al ferro e dopo un secolo, dico un secolo, riaperta la possibilità che si investa in ferrovia. Certo, qualche lustro addietro erano stati presentati fantasmagorici progetti di stazioni sotterranee, tanto fantastiche da risultare irrealizzabili. Il progetto che è stato presentato ha notevoli implicazioni urbanistiche, e non solo urbanistiche, per la città di Vicenza e non soprende che susciti tanta discussione. Ma dal punto di vista ferroviario, e quindi per costruire una mobilità sostenibile a Vicenza come in Veneto, esso si basa sul quadruplicamento dei binari lungo la linea storica. Quadruplicamento già esistente tra Padova e Venezia e mancante invece tra Verona e Vicenza. Un quadruplicamento che permette non solo di rendere possibile il passaggio, e la fermata, dei treni veloci, ma pure la concreta realizzazione di un servizio ferrioviario metropolitano regionale nel vicentino (dei guai del SFMR ho già scritto in prcedenza), perchè senza nuovi binari questo non sarebbe possibile. Senza contare l'aperture di nuove tracce anche per i treni merci, altro svluppo sostenibile della mobilità. Questi alcuni dei motivi che mi hanno spinto, con il collega Berlato Sella, a scrivere una lettera ai consiglieri comunali di Vicenza che nei prossimi giorni saranno chiamati a decidere se, e come, Vicenza prenderà il treno.
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