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lunedì 1 dicembre 2014
PIOGGE, FRANE, ALLUVIONI E IL CLIMA CHE CAMBIA
mercoledì 5 febbraio 2014
ALLUVIONI E SCELTE LUNGIMIRANTI
| febbraio 2014 a Bovolenta (PD) |
mercoledì 17 aprile 2013
NON SIA L'AMBIENTE, E LA SALUTE DEI VENETI, A PAGARE I DEBITI DI ARPAV
La Commissione d'Inchiesta del Consiglio Regionale ha da poco concluso i lavori sulla situazione dell'ARPAV (il testo della relazione finale al link ). Dopo la lettura dell'approfondita relazione alcune conclusioni si possono comunque fare. Per almeno un quinquennio (2005-2010) Arpav si era trasformata in una Agenzia Regionale Per l'Aquisto di cosa Ventura ( nel senso di acquisto di cosa futura). Si legge nella relazione "Dall'analisi dei bilanci di esercizio risulta che l'agenzia effettuò, tra il 1999 e il 2010, investimenti per 126,7 milioni di euro, dei quali oltre il 57% (72,4 milioni) imputabili a fabbricati". Ma sottolinea ancora la relazione "...il sostenuto incremento esibito nelle spese di investimento per immobili a partire dall'anno 2008...". E gli investimenti effettuati tra il 2008 e il 2010..."rappresentano solo una piccola parte di quelli originariamente previsti dall'allora Direttore generale e illustrati nel piano di investimenti approvato con delibera del 23 maggio 2008, nel quale erano previste spese per quais 80 milioni di euro". Piano peraltro che non risulta sia stato mai approvato dalla Giunta Regionale. Ma cosa accadde quindi tra il 2008 e il 2009? ARPAV procedette all'acquisto di tre nuovi sedi, Treviso, Vicenza e Belluno, per un importo complessivo di oltre 38 milioni. Solo Treviso costò alla fine 22 milioni di euro. Ma l'agenzia affrontò impegno "immobiliare" facendo ricorso in larga parte all'autofinanziamento, o pensando di poter far ricorso all'autofinanziamento, sottoponendo il bilancio corrente a crescenti oneri passivi, tale da portarla a un passo da default finanziario. Singolare che in tutte e tre le operazioni si stato utilizzato la procedura della "compravendita di cosa futura", una modalità che evita la gara ad evidenza pubblica, ed venerdì 8 febbraio 2013
ARPAV: ENTE IN GINOCCHIO, L'AMBIENTE IN VENETO È POCO SICURO
Assieme ai miei colleghi del Pd nel consiglio regionale, Piero Ruzzante, Lucio Tiozzo e Graziano Azzalin ho lanciato l'allarme, in quanto vicepresidente della Commissione Ambiente, sull'attività di tutela ambientale che in Veneto è sull'orlo del baratro. La Giunta ha il dovere di dare risposte e di intervenire per garantire i servizi svolti da Arpav.
In una situazione già da lungo tempo critica, preoccupa in particolare la nota del Segretario generale per la Sanità, con la quale si chiede ad Arpav di ridurre del 20%, nel suo bilancio di previsione 2013, il carico degli oneri finanziari, come ad esempio gli interessi passivi. Un ordine di rientro che rischia di trasformarsi in un definitivo colpo di grazia per l’ente.
Bisogna evidenziare ancora la profonda incertezza sull’operatività dell’agenzia: non si sa come procederà l’attività dei laboratori, viste anche le insistenti voci che parlano di esuberi. Con il paradosso che recentemente sono stati assunti due nuovi dirigenti amministrativi. E’ chiaro che il quadro complessivo è confuso e che c’è la necessità di un intervento forte da parte di chi governa la Regione. Questo per tutelare i lavoratori e conseguentemente per mantenere un livello di controlli e prevenzione ambientale senza i quali il Veneto è destinato a diventare territorio ambientalmente insicuro, dalle discariche, ai luoghi di luoghi lavoro, fino all’aria che respiriamo, all’acqua che beviamo ed al cibo che mangiamo.
Alla ripresa dei lavori, dopo le elezioni, la richiesta è che venga convocata un’audizione dei dirigenti di Arpav in commissione Ambiente. Contemporanemente chiederemo che in sede di bilancio, data l’importanza strategica che ha Arpav, sia rivista la nota del Segretario generale per la Sanità, per scongiurare la tagliola del 20% sugli oneri finanziari.
Bisogna evidenziare ancora la profonda incertezza sull’operatività dell’agenzia: non si sa come procederà l’attività dei laboratori, viste anche le insistenti voci che parlano di esuberi. Con il paradosso che recentemente sono stati assunti due nuovi dirigenti amministrativi. E’ chiaro che il quadro complessivo è confuso e che c’è la necessità di un intervento forte da parte di chi governa la Regione. Questo per tutelare i lavoratori e conseguentemente per mantenere un livello di controlli e prevenzione ambientale senza i quali il Veneto è destinato a diventare territorio ambientalmente insicuro, dalle discariche, ai luoghi di luoghi lavoro, fino all’aria che respiriamo, all’acqua che beviamo ed al cibo che mangiamo.
Alla ripresa dei lavori, dopo le elezioni, la richiesta è che venga convocata un’audizione dei dirigenti di Arpav in commissione Ambiente. Contemporanemente chiederemo che in sede di bilancio, data l’importanza strategica che ha Arpav, sia rivista la nota del Segretario generale per la Sanità, per scongiurare la tagliola del 20% sugli oneri finanziari.
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