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sabato 14 giugno 2014

L'INDIPENDENZA DEL VENETO DAL RIDICOLO

Mentre la bufera della corruzione legata alla realizzazione del Mose scuote le acque palustri della laguna, e non solo della laguna, in Consiglio Regionale una scalcagnata maggioranza ha approvato la legge per indire il referendum sull'indipendenza del Veneto. Invocando la diversità culturale, politica (?), il centralismo romano, il residuo fiscale, il principio di autoderminazione dei popoli e via discorrendo la Lega si è piegata alle spinte degli indipendentisti, seguita da un gruppetto di Forza Italia. Un gruppetto perchè, con evidente coraggio, altri hanno preferito sgattaiolare fuori dall'aula per defilarsi e solo pochi dichiarare apertamente la loro contrarietà. "Vuoi che il Veneto diventi una repubblica sovrana e indipendente?"Questo il quesito che costoro vorrebbero sottoporre ai veneti che di sicuro vorrebbero l'indipendenza dal malaffare, dalla corruzione, pure dall'inefficienza dello stato, dalle sue storiche iniquità. Ma per superarle serve una iniziativa seria che metta sul tavolo del governo una proposta concreta di autonomia, che dica quali materie, quali competenze, quali risorse il Veneto intenda auto-governarsi. Invece Zaia ha scelto di nascondersi ancora dietro il paravento di un referendum impraticabile, che più che l'indipendenza ci porta al ridicolo.

mercoledì 19 marzo 2014

VENICE WANTS TO LEAVE ITALY......?

"Venice wants to leave Italy" ha titolato il quotidiano Sunday Morning. Pure l'austera BBC ha ripreso la
notizia e il Daily Express ha annunciato . Venezia vuole lasciare l'Italia, secondo alcuni commentatori stranieri a fronte del referendum autogestito degli indipendentisti veneti. Sul numero di coloro che avrebbero espresso la loro opinione difficile dare un giudizio, ma un metodo semplice, verificabile, chiaro per stabilire cosa vogliano realmente i cittadini della nostra regione esiste. Il prossimo anno ci saranno le elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale, tutte le forze politiche e i loro candidati dichiarino apertamente se sono autonomiste o indipendentiste. La posizione del Partito Democratico è nota da tempo, il presidente Zaia e i partiti che lo sostengono, Lega, Forza Italia e Nuovo Centro Destra,  continuano invece a giocare sull'ambiguità. Vedremo così se gli indipendentisti raccoglieranno consensi a due cifre, come in Catalogna, o l'uno virgola come alle ultime elezioni politiche. Si metterà così fine a un dibattito surreale e a fantasiosi titoli dei giornali stranieri.

giovedì 23 gennaio 2014

ORARIO CADENZATO: NO INVESTIMENTI, NO MIGLIORAMENTI

No investimenti? No miglioramenti! Questa la sintesi della lunga audizione della responsabile di Trenitalia per
il Veneto , Maria Annunziata Giaconia, in commissione trasporti del Consiglio Regionale, per fare il punto sull'introduzione dell'orario cadenzato. La Giaconia ha portato i dati sul monitoraggio della puntualità media regionale, 91% delle corse entro i cinque minuti di ritardo a gennaio, anche se su alcune linee la situazione permane critica. Sulla Verona, Vicenza, Padova, Venezia, la dorsale ferrioviaria del Veneto, i cinque minuti sono rispettati dall'88% delle corse causa lavori a San.Bonifacio, sulla Verona-Rovigo dall'85%. Ma la parte più interessante della relazione è stato l'aver chiarito che quanto messo in campo da Trenitalia, o meglio messo sui binari, corrisponde a quanto richiesto dalla Regione. Anzi, in alcuni casi Trenitalia ha fatto anche di più compensando le mancanze del contratto. Per risolvere le criticità emerse servono altri 3 milioni di euro per aggiungere almeno altre 18 corse e altrettanti per sistemare la rete ferroviaria in alcuni nodi. Giaconia ha poi aggiunto che la consegna dei nuovi treni Stadler è in ritardo, compito questo di Sistemi Territoriali (società della regione), e che la Giunta non ha mai fatto seguito all'accordo del 2009 con il quale doveva co-finanziare l'acquisto di 20 nuovi convogli. Una fotografia impietosa di tutte le responsabilità di sottofinanziamento decennale da parte del Veneto del trasporto ferroviario locale. La palla torna a Zaia: se intende realmente dare una svolta al servizio ferroviario regionale il banco di prova è il prossimo bilancio regionale appena presentato al Consiglio. A risorse invariate, disservizi invariati.

martedì 31 dicembre 2013

LA DISDETTA DEL TRENO

Arriva il penultimo giorno dell'anno l'annuncio che la Regione Veneto non intende rinnovare il contratto di
servizio con Trenitalia. Il contratto per la gestione delle linee regionali scade a fine 2014, ma il presidente Zaia anticipa con una lettera a Moretti l'intenzione di voler affrontare una gara per l'affidamento del servizio. La scelta non dipende dall'avvio disastroso del nuovo orario cadenzato, dice Zaia, anche se poi aggiunge «se l'idea di fondo è quella di una metropolitana di superficie, questa presuppone puntualità, capacità, cioè numero di vagoni, confort e ospitalità: tutte cose che non può garantire la Regione, ma deve farlo il gestore, pagato con i soldi dei veneti per risolvere i problemi". E prosegue con ".. è certo   che  non ci facciamo bella figura, specie con i turisti, perchè lascio immaginare cosa succederebbe se ci fosse un "trip advisor" dei treni. Ma prima di tutto vengono i centomila veneti che usufruiscono giornalmente di questo servizio, che hanno diritto ad essere rispettati fino in fondo". Zaia si accorge ora delle condizioni pessime del servizio ferroviario in Veneto, ma finge di non sapere che negli ultimi quindici anni il Veneto, regione di cui è presidente da quattro anni e di cui è stato anche vicepresidente nell'era Galan, ha lasciato che il treno andasse alla deriva, puntando tutto su strade, superstrade e autostrade. La situazione di oggi è frutto delle scelte di ieri, cioè della decennale mancanza di investimenti da parte della SUA, e nostra, regione. Tanto che il Veneto è oggi  tra le regioni con la più bassa spesa pro-capite per il servizio ferroviario. E i risultati si vedono. Certo il gestore ha le sue colpe, e tante, ma quando si paga poco si ottiene poco, ma davvero poco. Ora Zaia annuncia la gara,

mercoledì 18 settembre 2013

LA GIORNATA DELL'INDIPENDENZA dal VENETO

Ieri in Consiglio regionale è andata in onda la terza puntata della discussione sulla proposta di referendum per l'indipendenza del Veneto. Netta la scelta di campo del presidente Zaia che, a dispetto dei pareri di illeggittimità formulati dai suoi stessi uffici, ha sposato la causa indipendentista, annunciando che la seduta sarebbe stata storica. Si è così lanciato in spericolati paragoni con le mobilitazioni catalane e i moti degli abitanti delle highlands scozzesi. Ma la giornata storica è durata ben poco, è bastata la richiesta di rinvio in commissione della proposta di legge in discussione, fatta da un consigliere del PDL,  per veder sfarinarsi la "sbrisolona" maggioranza del governo veneto. Così, tra le urla dei venetisti, il referendum affogava in laguna. Più che la giornata dell'indipendenza DEL Veneto, quella di ieri è stata la giornata dell'indipendenza di Zaia DAL Veneto .
Indipendenza dalle concrete necessità di questa regione, dal bisogno di autonomia realizzabile, dalla capacità di assumersi responsabilità di cambiamento, senza fuggire tra i fiordi scozzesi e le spiagge della Costa Brava catalana.

mercoledì 24 luglio 2013

TAGLI AI TRENI REGIONALI: REGIONE NON PERDA L'OCCASIONE, VICENZA COME INTERSCAMBIO

Il progetto della Regione Veneto riguardo l’organizzazione dei treni regionali viene presentato dall’Assessore Chisso come un cambiamento epocale di approccio al trasporto ferroviario per i pendolari. Ma la verità è che una finta rivoluzione maschera una serie di proposte insufficienti con il rischio concreto di un drammatico passo indietro. Lancio un appello e mi rivolgo perciò alle istituzioni regionali perché non perdano questa occasione: Vicenza può e deve diventare un nodo di collegamento tra l’asse principale Milano-Venezia e i centri della provincia. È una sfida da raccogliere, certo che per farlo servono investimenti, che al momento sembrano lontani.
Ogni pendolare si rende quotidianamente conto di una realtà basilare che la Regione Veneto pare aver dimenticato. Senza investimenti, il trasporto ferroviario non può funzionare. Anche l’enfasi dell’Assessore sull’orario cadenzato è un abbaglio. In Europa l’orario cadenzato è un sistema frequente e puntuale di coincidenze. Da noi è una scommessa, una corsa a ostacoli, con un numero di corse ridotto, treni in ritardo e connessioni con i nodi decentrati della rete sempre più impegnative per i viaggiatori.
Dovrebbe riflettere anche il Presidente Luca Zaia. La Lega Nord si riempie la bocca con le chiacchiere sulla “macroregione del Nord”, ma oltre a sospendere i collegamenti diretti Venezia-Milano, pare che la Lombardia stia valutando di rendere Desenzano capolinea della tratta, creando un vuoto che diventerebbe pressoché incolmabile. Per migliorare il servizio reso ai pendolari non c’è alternativa ad una scelta politica generale. Servono più risorse per il trasporto ferroviario. Il Veneto è già, come evidenziato da anni nel rapporto Pendolaria, il fanalino di coda per investimenti su questo fronte. Con Zaia e Chisso, anziché migliorare, il ritardo sembra aggravarsi ancora di più.

lunedì 14 gennaio 2013

CRISI SOCIALE: LA REGIONE RISPONDE DIMEZZANDO I FONDI

-40%: questa la riduzione degli stanziamenti regionali per i servizi sociali rispetto al 2010, da quando cioè è iniziata il governo di Zaia in regione. In quanto componente della quinta commissione regionale ho analizzato i dati sui fondi che integrano gli stanziamenti del Fondo sanitario, il cui riparto 2013 verrà discusso la prossima settimana, prima di approdare in consiglio.
Già era evidente la ritirata dello Stato che dal 2010 al 2013 passa da 23 milioni 365 mila euro di contributi ad appena 5 milioni 401 mila euro, con una differenza che sfiora i 18 milioni. Meno conosciuta la ritirata della Regione. I tagli più gravi interessano gli investimenti nel settore disabilità, passando dagli oltre 51 milioni del 2010 allo zero tondo tondo del 2013: non vengono finanziati gli adeguamenti alle strutture e gli abbattimenti delle barriere architettoniche, scelta fatta dall´assessore Sernagiotto due anni fa con il fondo di rotazione e oggi prosciugati. Ovviamente i vincoli del patto di stabilità hanno la loro incidenza, ma qui è una questione di scelte.
Tagli molto consistenti riguardano anche altri capitoli: i servizi per la famiglia, per esempio, a avevano 2,5 milioni nel 2010 e ora non riceveranno nulla; i servizi per i disabili adulti e anziani passano da 10 milioni 879 mila euro a 2,6 milioni; mannaia anche sugli stanziamenti riguardanti le dipendenze (-5,6 milioni), sui servizi sociali Ulss dei comuni (-661 mila euro), terzo settore (-670 mila euro), emergenza sociale (-1,5 milioni).
A fronte della crisi economica la Regione non doveva fare un passo indietro nelle politiche del sociale, sappiamo di quanto sia aumentata la soglia di povertà e quanto incida l´aver ridotto al lumicino il sostegno al terzo settore e alle emergenze sociali come le povertà estreme. 
Ora come Pd ci prepariamo a formulare delle proposte in controtendenza in vista della discussione in consiglio prevista per fine gennaio.

mercoledì 19 dicembre 2012

BACINO DI CALDOGNO: ESITAZIONI DI ZAIA INCOMPRENSIBILI

Basta esitazioni, Zaia prenda coraggio e faccia il suo dovere di Presidente. 
La discussione sui poteri speciali che il Governo ha assegnato al Presidente della Regione per la costruzione del bacino di laminazione a Caldogno, in provincia di Vicenza, è di fondamentale importanza. L’esitazione di Zaia su questi poteri speciali mi pare incomprensibile. Non è questo il momento di lasciare soli i cittadini dei comuni a rischio alluvione e i loro Sindaci. Le competenze su questa materia sono regionali, non si capisce perché il Presidente della Regione voglia sottrarsi. È come se rinunciasse a nominare i direttori generali delle Ulss, cercando qualcuno a cui demandare il compito.
Il nostro Presidente ama ripetere un detto: “male non fare, paura non avere”. Questa volta rivolgiamo a lui questa esortazione. Prenda coraggio e faccia il suo dovere di Presidente. Se toccasse ai Sindaci assumersi questo compito credo che il Presidente Zaia dovrebbe più di una spiegazione ai veneti.

sabato 10 novembre 2012

PROVINCIALI CONTRO METROPOLITANI. IL VENETO E L'EUROPA

Sindaci contro presidenti di provincia, quale partita si sta giocando? Mentre Zaia ha deciso di non decidere ormai da settimane il confronto tra “provinciali” e “metropolitani” occupa le pagine dei giornali del Veneto. Dopo la decisione del Governo di accorpare Rovigo con Verona e Treviso con Padova e i relativi strali dei presidenti(ex) di provincia, i sindaci hanno preso l’iniziativa per prefigurare nuove aggregazioni. Ha rotto gli indugi Flavio Zanonato, sindaco di Padova, dichiarando di voler aderire alla città metropolitana di Venezia. Anche Gobbo di Treviso si dice interessato saldando il triangolo della Pa-Tre-Ve. Ma pure Variati, Tosi e Piva di Rovigo parlano apertamente di un’area metropolitana ovest. Dove andremo a pagare le bollette e quanto pagheremo di tassa automibilistica gridano inorriditi i “provinciali”, scambiando le province per uffici relazioni con il pubblico. Non lo sono mai state e lo saranno ancora meno in futuro. Le province avranno meno competenze di quelle che hanno avuto in passato, anche se le eserciteranno su territori più vasti. Quattro in tutto: edilizia scolastica, viabilità provinciale, trasporto pubblico e, vagamente, ambiente. Perché accapigliarsi tanto per una scatola più grande che avrà un contenuto più piccolo? Meglio abolirle tutte si dirà. Si meglio, ma

mercoledì 3 ottobre 2012

SITE PLUTO: SÌ A MOZIONE PD, ORA ZAIA SI IMPEGNI A FIANCO DEI COMUNI

L’ampia maggioranza che si è espressa a favore della mozione sulla base Pluto è un indirizzo chiaro, che impegna il Presidente Zaia. La Regione Veneto deve ascoltare la voce dei territori interessati dal progetto statunitense e sostenerne le ragioni, anche nei confronti del Governo. Il voto del Consiglio Regionale che ha approvato, con il voto favorevole anche di esponenti della maggioranza, la mozione che avevo presentato a metà settembre sulla questione dei nuovi progetti statunitensi per la base Pluto a Longare.
La mozione impegna Zaia ad affiancarsi ai Sindaci di Longare e di Vicenza e al Presidente della Provincia di Vicenza, per ottenere il rispetto del ruolo delle istituzioni locali e della Regione; a promuovere, di concerto con il Presidente del Consiglio regionale, una audizione presso la Commissione consiliare competente del Presidente del Co.Mi.Pa.; a promuovere un incontro con il Governo italiano al fine di conseguire utili notizie e informazioni certe su scelte così delicate e importanti per il futuro delle nostre comunità e del nostro territorio; infine a procedere all’audizione preventiva dei Sindaci di Longare, di Vicenza e del Presidente della Provincia di Vicenza, prima che sia assunta qualsiasi tipo di decisione sul nuovo progetto della base “Site Pluto”.

Leggi  qui il testo della mozione.

sabato 11 agosto 2012

SPENDING REVIEW IN SANITA'. A VICENZA SI APPLICA AL ROVESCIO

A Vicenza spending review al rovescio in sanità. Si taglia subito ai deboli e si lasciano in pace i forti.
Il decreto sulla spending review  recita testualmente “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini”, ma quello cui stiamo assistendo nella nostra Regione rischia di andare nella direzione opposta. Ovvero a fare le spese dei tagli necessari a garantire il bilancio dello Stato sono sempre i più deboli, in questo caso i disabili della ULSS 5.  Quel che è successo è quantomeno curioso, per non dire scandaloso se venisse confermato. L'ULSS 5 invia a tutti i suoi fornitori, compresi i gestori dei centri per disabili, una lettera in cui annuncia un taglio secco del 5% a tutti, a partire dalla prossima fattura. Mentre non risulta sia stata assunta alcuna iniziativa per rinegoziare il project financing sull’ospedale di Santorso nella misura perlomeno del 5%. Rinegoziazione chiesta a gran voce dai sindaci, dai sindacati e dai cittadini, con tanto di manifestazioni popolari. 
Una situazione per cui si utilizza la spending review per colpire i servizi rivolti ai più

martedì 3 luglio 2012

SERVIZIO IDRICO: ZAIA CI RISPARMI IL MELODRAMMA, SAPEVA DEL RISCHIO DI IMPUGNAZIONE

L’impugnazione della legge sul servizio idrico? Zaia ci risparmi il melodramma, avevamo denunciato per tempo il rischio che adesso si è concretizzato. Tutti sapevano che il rischio dell’impugnazione c’era, perché la legge pretende di intervenire su una materia, quella delle tariffe, riservata allo stato. 
Il melodramma io lo lascerei fare all’Arena. Il Presidente della Regione dovrebbe lavorare per risolvere i problemi posti dall’impugnazione della legge e dovrebbe farlo abbandonando i panni del comiziante. Invece Zaia, per ragioni di pura tattica di partito, sembra snobbare qualsiasi momento di negoziato con il Governo, a partire da quello indispensabile sui costi e sui meccanismi della Sanità. La Lega il suo congresso l’ha celebrato: adesso per piacere si torni a discutere nel merito dei problemi, lasciando da parte le bandiere e le barricate.