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venerdì 9 gennaio 2015

SE VICENZA PRENDE IL TRENO

Mai si era visto a Vicenza tanto dibattito sulla ferrovia. Interessata da tanti, troppi, progetti stradali (Pedemontana, Valdastico, Valsugana, tangenziali, complanari....) la provincia vicentina ha nei fatti la stessa infrastruttura ferroviaria di un secolo fa. Anzi, a guardar bene anche meno di un secolo fa. Nel frattempo infatti alcune linee sono state chiuse e dismesse, come il collegamento con le valli del Chiampo e dell'Agno o l'incredibile, per noi, ferrovia che saliva ad Asiago di cui sono in mostra, ancora per pochi giorni, le fotografie a Cogollo del Cengio. Accanto ai tanti progetti stradali, o autostradali, sono cresciute altrettante proteste mentre la necessità di un concreto investimento nell'ammodernamento delle linee ferroviarie non aveva mai trovato un adeguato spazio nella discussione pubblica. Il progetto preliminare per il passaggio dei treni veloci, perchè di questo si tratta più che di Alta Velocità, ha finalmente spostato l'attenzione dalla gomma al ferro e dopo un secolo, dico un secolo, riaperta la possibilità che si investa in ferrovia. Certo, qualche lustro addietro erano stati presentati  fantasmagorici progetti di stazioni sotterranee, tanto fantastiche da risultare irrealizzabili. 
Il progetto che è stato presentato ha notevoli implicazioni urbanistiche, e non solo urbanistiche, per la città di Vicenza e non soprende che susciti tanta discussione. Ma dal punto di vista ferroviario, e quindi per costruire una mobilità sostenibile a Vicenza come in Veneto, esso si basa sul quadruplicamento dei binari  lungo la linea storica. Quadruplicamento già esistente tra Padova e Venezia e mancante invece tra Verona e Vicenza. Un quadruplicamento che permette non solo di rendere possibile il passaggio, e la fermata, dei treni veloci, ma pure la concreta realizzazione di un servizio ferrioviario metropolitano regionale nel vicentino (dei guai del SFMR ho già scritto in prcedenza), perchè senza nuovi binari questo non sarebbe possibile. Senza contare l'aperture di nuove tracce anche per i treni merci, altro svluppo sostenibile della mobilità. Questi alcuni dei motivi che mi hanno  spinto, con il collega Berlato Sella, a scrivere una lettera ai consiglieri comunali di Vicenza che nei prossimi giorni saranno chiamati a decidere se, e come, Vicenza prenderà il treno.

mercoledì 24 luglio 2013

TAGLI AI TRENI REGIONALI: REGIONE NON PERDA L'OCCASIONE, VICENZA COME INTERSCAMBIO

Il progetto della Regione Veneto riguardo l’organizzazione dei treni regionali viene presentato dall’Assessore Chisso come un cambiamento epocale di approccio al trasporto ferroviario per i pendolari. Ma la verità è che una finta rivoluzione maschera una serie di proposte insufficienti con il rischio concreto di un drammatico passo indietro. Lancio un appello e mi rivolgo perciò alle istituzioni regionali perché non perdano questa occasione: Vicenza può e deve diventare un nodo di collegamento tra l’asse principale Milano-Venezia e i centri della provincia. È una sfida da raccogliere, certo che per farlo servono investimenti, che al momento sembrano lontani.
Ogni pendolare si rende quotidianamente conto di una realtà basilare che la Regione Veneto pare aver dimenticato. Senza investimenti, il trasporto ferroviario non può funzionare. Anche l’enfasi dell’Assessore sull’orario cadenzato è un abbaglio. In Europa l’orario cadenzato è un sistema frequente e puntuale di coincidenze. Da noi è una scommessa, una corsa a ostacoli, con un numero di corse ridotto, treni in ritardo e connessioni con i nodi decentrati della rete sempre più impegnative per i viaggiatori.
Dovrebbe riflettere anche il Presidente Luca Zaia. La Lega Nord si riempie la bocca con le chiacchiere sulla “macroregione del Nord”, ma oltre a sospendere i collegamenti diretti Venezia-Milano, pare che la Lombardia stia valutando di rendere Desenzano capolinea della tratta, creando un vuoto che diventerebbe pressoché incolmabile. Per migliorare il servizio reso ai pendolari non c’è alternativa ad una scelta politica generale. Servono più risorse per il trasporto ferroviario. Il Veneto è già, come evidenziato da anni nel rapporto Pendolaria, il fanalino di coda per investimenti su questo fronte. Con Zaia e Chisso, anziché migliorare, il ritardo sembra aggravarsi ancora di più.

martedì 2 luglio 2013

LINEA VICENZA-SCHIO: DECISIONI DA RIVEDERE, A RISCHIO QUALITÀ DEL SERVIZIO

Sulla linea ferroviaria Vicenza-Schio la Regione Veneto ha preso decisioni che mettono a rischio la qualità del servizio. Chiediamo all’Assessore Chisso di ripensarci, e proprio per questo ho lanciato questa mattina da Dueville un appello assieme a tutti i rappresentanti di alcuni dei Comuni interessati dalla tratta ferroviaria.
Con il nuovo orario cadenzato ci sarà una riduzione delle corse, da 23 a 17 durante i giorni feriali, ridotte ulteriormente a 7 nei giorni festivi. L’ultima corsa prevista da Vicenza a Schio sarà quella delle 18.40! In questo modo diventerà improponibile l'uso combinato di treni regionali e Frecce per andare a Milano o Venezia in giornata. Un’altra problematica riguarda le coincidenze: ad esempio il regionale veloce per Verona con il nuovo orario partirà 1 minuto dopo l'arrivo del treno da Schio, mentre per il tragitto da Schio a Padova, di 68 chilometri, serviranno 69 minuti.
C’è un problema generale di impostazione. Non solo le risorse regionali per il traffico pendolare sono scarse e in calo, ma in più manca qualsiasi sforzo di coordinamento e integrazione tra gli orari del trasporto ferroviario e gli orari e le linee del trasporto su gomma, malgrado entrambi siano contribuiti da fondi regionali. Questo accade anche a Vicenza, dove le Ftv non si interfacciano minimamente con le Ferrovie dello Stato.
Concorde l'assessore del Comune di Dueville Michele Cisco, che a nome di tutti i presenti dichiara: "Troviamo sbagliato l’approccio della Regione perché si colpiscono studenti e lavoratori. La politica dovrebbe semmai incentivarli e sostenerli, anche premiando il ricorso a mezzi di trasporto sostenibili. Come amministrazioni locali, da Schio a Vicenza, siamo tutti concordi sulla necessità di ammodernare la linea, realizzando un orario cadenzato di stampo europeo, con passaggi frequenti e coincidenze ben programmate".