Il testo riordinato delle schede ospedaliere e territoriali come approvato dalla V Commissione, che ora è stato trasmesso alla Giunta Regionale per l'approvazione definitiva. La parte che riguarda le ULSS del vicentino si trova da pagina 23 a pagina 45. Nelle prime pagine le modifiche di carattere generale (psicologia ospedaliera, odontoiatria di comunità, rete diabetologica......)
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martedì 8 ottobre 2013
giovedì 4 luglio 2013
CONTRATTO DEL PROJECT: DA OGGI NELLE MANI DEI SINDACI
"Il project financing dell'ospedale di Santorso è ufficialmente nelle mani dei sindaci", scrive oggi un quotidiano
vicentino. E' passato circa un mese dal parere che il servizio ispettivo del Consiglio Regionale aveva rilasciato sull'argomento su mia richiesta. Si apre finalmente il coperchio del pentolone del contratto che ha regolato la costruzione del nuovo ospedale di Santorso e che determina gli oneri finanziari a carico del bilancio dell'ULSS 4. Un passo avanti sul fronte della trasparenza che era atteso da tempo da tutta la comunità dell'alto vicentino.
vicentino. E' passato circa un mese dal parere che il servizio ispettivo del Consiglio Regionale aveva rilasciato sull'argomento su mia richiesta. Si apre finalmente il coperchio del pentolone del contratto che ha regolato la costruzione del nuovo ospedale di Santorso e che determina gli oneri finanziari a carico del bilancio dell'ULSS 4. Un passo avanti sul fronte della trasparenza che era atteso da tempo da tutta la comunità dell'alto vicentino.
venerdì 28 giugno 2013
SE LE SCHEDE OSPEDALIERE PARLANO CHIARO QUELLE TERRITORIALI NO
E' iniziata ieri in commissione sanità la discussione sulle schede di dotazione ospedaliera e territoriale attese
da oltre un anno. Coerentemente con le indicazioni del nuovo piano sociosanitario che aveva fissato in 3 posti letto per mille abitanti lo standard per gli ospedali si registrano 1.227 posti letto in meno in Veneto. A conferma che la provicnia di Vicenza era già stata oggetto di riduzione, oggi è l'unica che registra un + 11 posti letto in programmazione negli ospedali. Le schede sono molto chiare per quanto riguarda l'organizzazione ospedaliera, riportando con dettaglio servizi, primariati, posti letto, forme dipartimentali, dotazione della rete di urgenza/emergenza. Non altrettanto si può dire delle schede territoriali. Se veramente si intende spostare il baricentro dall'ospedale al territorio ci saremmo aspettati che altrettando dettagliate fossero le dotazioni dei servizi territoriali. A parte l'indicazione dei posti letto di strutture intermedie (ospedale di comunità, hospice...) da attivare, rimane del tutto indefinito il modello organizzativo delle reti assistenziali, non sono specificati gli obiettivi di copertura delle forme di assistenza domiciliare integrata. L'attivazione delle medicine di gruppo integrate, le forme di collaborazione tra i medici di famglie, è stato trattato con accordo separato, come se fosse cose diversa dalla programmazione sociosanitaria. Nella prima seduta di ieri è rimasta senza risposta la domanda sulle risorse necessarie ad attivare i 1.263 posti di strutture intermedie in Veneto, e sulla loro reale disponibilità. E lo stesso dicasi per l'attivazione della rete dell'assistenza primaria (le medicine di gruppo di cui sopra). Senza una chiara definizione delle dotazioni territoriali c'è poco da sbandierare che in Veneto avremo meno osti letto ma più assistenza. Se il sistema sociosaniatrio veneto vuol camminare su due gambe, ospedale e territorio, anche la seconda deve avere tutto ciò che gli serve. Dalla prossima settimana audizioni, vedremo cosa ne pensano i sindaci, gli operatori professionali, le associazioni.
da oltre un anno. Coerentemente con le indicazioni del nuovo piano sociosanitario che aveva fissato in 3 posti letto per mille abitanti lo standard per gli ospedali si registrano 1.227 posti letto in meno in Veneto. A conferma che la provicnia di Vicenza era già stata oggetto di riduzione, oggi è l'unica che registra un + 11 posti letto in programmazione negli ospedali. Le schede sono molto chiare per quanto riguarda l'organizzazione ospedaliera, riportando con dettaglio servizi, primariati, posti letto, forme dipartimentali, dotazione della rete di urgenza/emergenza. Non altrettanto si può dire delle schede territoriali. Se veramente si intende spostare il baricentro dall'ospedale al territorio ci saremmo aspettati che altrettando dettagliate fossero le dotazioni dei servizi territoriali. A parte l'indicazione dei posti letto di strutture intermedie (ospedale di comunità, hospice...) da attivare, rimane del tutto indefinito il modello organizzativo delle reti assistenziali, non sono specificati gli obiettivi di copertura delle forme di assistenza domiciliare integrata. L'attivazione delle medicine di gruppo integrate, le forme di collaborazione tra i medici di famglie, è stato trattato con accordo separato, come se fosse cose diversa dalla programmazione sociosanitaria. Nella prima seduta di ieri è rimasta senza risposta la domanda sulle risorse necessarie ad attivare i 1.263 posti di strutture intermedie in Veneto, e sulla loro reale disponibilità. E lo stesso dicasi per l'attivazione della rete dell'assistenza primaria (le medicine di gruppo di cui sopra). Senza una chiara definizione delle dotazioni territoriali c'è poco da sbandierare che in Veneto avremo meno osti letto ma più assistenza. Se il sistema sociosaniatrio veneto vuol camminare su due gambe, ospedale e territorio, anche la seconda deve avere tutto ciò che gli serve. Dalla prossima settimana audizioni, vedremo cosa ne pensano i sindaci, gli operatori professionali, le associazioni.
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venerdì 12 aprile 2013
SPENDING REVIEW ANCHE PER I CONTRATTI DI PROJECT FINANCING
Avevo interrogato, con il collega Beppe Berlato Sella, l’Assessore Regionale alla Sanità
per due volte, a luglio e ad agosto del 2012. L 'altro ieri in aula è arrivata la risposta dell’Assessore Coletto.
Avevo chiesto all’Assessore di
chiarire se la riduzione del 5% della spesa per le forniture della
sanità imposta dalla Spending Review del Governo Monti riguardasse o
meno anche i costi connessi a servizi dei project financing. Valutavo paradossale che si applicasse immediatamente il taglio del 5% perfino a certi servizi sociosanitari, poi rimediata grazie a una vasta mobilitazione, e non si toccassero le rendite dei canoni per servizi dei project in sanità. Dopo qualche mese di attesa l'assessore ha chiarito che la spending si applica anche ai contratti di concessione e project. A questo punto ci
aspettiamo che la direzione dell’Ulss 4 passi ai fatti, provvedendo
immediatamente alla revisione degli impegni di spesa previsti per i servizi (pulizie, lavanolo, ristorazione, energia......) dal
project dell’Ospedale di Santorso.
Nella risposta alle interrogazioni si dice che l’Ulss 4 ha
per il momento avviato un tavolo di consultazione
con i soggetti interessati dalla problematica. Ora è tempo di agire con i tagli previsti dalla legge.
lunedì 4 febbraio 2013
FONDO SANITARIO REGIONALE: ARRIVA IL RIPARTO 2013 (PROVVISORIO)
Dopo il rinvio, a sorpresa, del 24 gennaio è tornato, ancora a sorpresa, rapidamente in V commissione regionale il riparto del Fondo Sanitario Regionale per il 2013. Con il riparto si definisce il finanziamento ad ogni ULSS della regione per il funzionamento dei servizi socio-sanitari. Per la prima volta dopo almeno dieci anni nel 2013 il Fondo Sanitario Regionale vede diminuire la sua capienza. Dagli 8,032 miliardi di euro del 2012 ai 7,832 del 2013. Mancano all'appello 200 milioni di euro. Taglio proporzionale a quasi tutte le aziende ULSS (solo Mirano e Alta padovana conservano il riparto del 2012). Colpa del governo Monti, dicono Lega e PDL, taglio già programmato dal tandem Berlusconi-Tremonti dicono tutti gli altri. Fatto sta che quest'anno dovrebbero entrare in vigore i costi standard, individuati scegliendo i costi di tre regioni tra le migliori cinque d'Italia (Veneto, Lombardia, Toscna, Emilia Romagna, Marche) e quindi il riparto definitivo del Fondo Nazionale potrebbe riservare qualche novità. Stiamo al provvisorio approvato dalla maggioranza la settimana scorsa: per le quattro ULSS vicentine si tratta di circa 37 milioni in meno. Meno 7 Bassano, meno 8 Alto Vicentino, meno 3 Ovest Vicentino, meno 19 per Vicenza. Il trasferimento pro-capite sarà di 1500 euro per Ovest Vicentino e Alto Vicentino, il più basso in Veneto. 1536 per Bassano e 1531 per Vicenza. Lo si potrebbe definire un riparto snza programmazione, visto che le schede ospedaliere e quelle territoriali si tengono gelosamente, è furbescamente, nel cassetto. Ma una evidenza risulta chiara: non si possono chiedere sacrifici e tagli a chi costa meno e spende già meno di tutte le altre ulss della regione, vale a dire l' ULSS 5 e l' ULSS 4. E pure le altre due vicentine stanno ben lontano da riparti che stanno oltre i 1600 euro pro-capite, perfino 1700/1800. Il vicentino ha già dato.
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sabato 26 gennaio 2013
SOCIALE IN VENETO:NE PARLIAMO DOPO LE ELEZIONI
Tutto rinviato per le politiche sociali in Veneto. Rinviata la discussione sul bilancio di previsione che doveva tenersi la prossima settimana. "C'è bisogno di un profondo ripensamento" hanno detto dai banchi della maggioranza. Tradotto: meglio far passare le elezioni politiche. Anche sul taglio dei cosidetti extra-LEA, le prestazioni sociosanitarie pagate con il fondo sanitario ma non formalmente comprese tra i livelli essenziali di assistenza, rinvio per tre mesi in attesa che una commissione tecnica presenti la sua analisi. Qui va un pò meglio, almeno gli assegni di cura o i fondi per i progetti di vita indipendente ci saranno fino a marzo. Poi vedremo ma intanto saranno passate le elezioni. Rinvio a sorpresa, in commissione, anche per il riparto del fondo sanitario alle aziende ULSS. Dopo che avevamo chiesto i criteri dei tagli, giovedì scorso la maggioranza ha preferito rinviare. A dopo le elezioni. Nel frattempo oggi il mondo della cooperazione sociale del Veneto ha riempito il palazzetto dello sport di Mestre con lo slogan SI-AMO il SOCIALE. Chiede di essere ascoltato. E rispettato.
mercoledì 19 dicembre 2012
BACINO DI CALDOGNO: ESITAZIONI DI ZAIA INCOMPRENSIBILI
La discussione sui poteri speciali che il Governo ha assegnato al Presidente della Regione per la costruzione del bacino di laminazione a Caldogno, in provincia di Vicenza, è di fondamentale importanza. L’esitazione di Zaia su questi poteri speciali mi pare incomprensibile. Non è questo il momento di lasciare soli i cittadini dei comuni a rischio alluvione e i loro Sindaci. Le competenze su questa materia sono regionali, non si capisce perché il Presidente della Regione voglia sottrarsi. È come se rinunciasse a nominare i direttori generali delle Ulss, cercando qualcuno a cui demandare il compito.
Il nostro Presidente ama ripetere un detto: “male non fare, paura non avere”. Questa volta rivolgiamo a lui questa esortazione. Prenda coraggio e faccia il suo dovere di Presidente. Se toccasse ai Sindaci assumersi questo compito credo che il Presidente Zaia dovrebbe più di una spiegazione ai veneti.
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