Due anni fa le coste del Giappone venivano colpite da uno catastrofico tsunami. Migliaia le vittime (oltre 11.000 i morti e più di 16.000 i dispersi), enormi di danni e ancora indeterminabili le conseguenze dell'incidente nucleare di Fukushima. Oggi il sito del Corriere ospita una galleria fotografica sulla ricostruzione. Nel vedere le immagini di quanto realizzato viene in mente una delle tante folgoranti descrizioni che Fosco Maraini, profondo conoscitore della cultura nipponica, ci ha lasciato. «Prendiamo un’operazione qualsiasi, costruire un edificio, pubblicare un
libro, aprire un negozio, girare un film. Dividiamo l’impresa in cento
parti. I giapponesi ne dedicheranno settanta, ottanta a pianificazioni
minutissime, a conciliaboli (sodan) senza fine, alla ricerca di
un accordo di massima tra dirigenti di vari livelli; dopo di che si
passa alla messa in opera, all’esecuzione che ha luogo con grande
rapidità ed efficienza; in questo secondo momento il piano diventa per
così dire sacro, non si tocca, non si corregge, non si aggiusta».
Il link alla galleria fotografica
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sabato 9 marzo 2013
martedì 26 febbraio 2013
LO TSUNAMI E I SOPRAVVISSUTI
"uno dei fenomeni più catastrofici è l'effetto che un terremoto può avere sulle acque superficiali e sotterranee e consiste nella possibilità che un sisma scateni violenti maremoti (tsunamis), capaci di generare lungo le coste onde alte anche decine di metri....". L'efffetto è spazzar via quanto esiste sulla costa , qualcosa resiste altro se ne va nei gorghi. Nello studio di questi fenomeni innanzitutto va individuata la faglia profonda, il luogo dove si è generata tanta energia e capirne i motivi. In natura infatti niente è senza una causa. Seguirne poi l'evoluzione, prevenirne i danni, avvisare la popolazione, se possibile. Può essere che qualche segnale sia stato trascurato, o sottovalutato. Pure certe previsioni o convinzioni sull'andamento del fenomeno possono essere errate. Anche questo occorre capire. Esaminare quindi cosa si è salvato e cosa no, è perchè. Poi tocca ai sopravvissuti ricostruire.
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