sabato 10 dicembre 2011

CHI SONO S&P's, MOODY's ecc...

Si sarebbe tentati di prendersela senza tanti pregiudizi con le agenzie di rating. Fanno le pagelle degli stati, promuovono, bocciano o rimandano a settembre secondo oscuri criteri. Segnalo questo articolo preso dal sito del Sole 24 ore, scritto da Vittorio Da Rold. Come sempre, prima di tutto capire.

venerdì 2 dicembre 2011

PIU' VICINO L'OBIETTIVO DELLA SICUREZZA IDRAULICA

Finalmente c'è un accordo, negoziato tra le parti sociali, che ci permette di quantificare le indennità da servitù di allagamento. Adesso potranno partire le opere idrauliche per la sicurezza del nostro territorio. E' un accordo definitivo sulle cosiddette indennità da servitù di allagamento licenziato poche ore fa dalla settima commissione (ambiente) del consiglio regionale, di cui sono vice-presidente.
Questo è un tassello fondamentale per dare il La alle opere come i bacini di laminazione. C’è stato un tavolo tecnico di lavoro al quale hanno partecipato i rappresentanti delle categorie interessate: Anci, Cia, Coldiretti e molti altri. È stata trovata la quadratura del cerchio con una formula che tiene in conto un po’ tutto. I proprietari e conduttori del fondo che verrà allagato si vedranno corrispondere una cifra che intende compensare la perdita di valore dei terreni così come la mancata produttività. Per fare un esempio riferendoci alla zona di Caldogno le cifre di indennizzo per ettaro possono variare tra i 40 e i 50 mila euro, che vengono versati una tantum nel momento in cui si viene imposta la servitù. Oggi la priorità assoluta è dare avvio al piano di messa in sicurezza del territorio regionale. E la rapida approvazione dell’accordo per gli indennizzi va certamente in questo senso.

giovedì 1 dicembre 2011

ERRORE SMANTELLARE LA FERROVIA VI-SCHIO, I SINDACI FACCIANO QUADRATO

La decisione di Trenitalia di chiudere la biglietteria della stazione ferroviaria di Schio penalizza pesantemente un sistema ferroviario regionale e provinciale già inadeguato alle esigenze dei pendolari. A farne le spese saranno principalmente Thiene e Schio, due nodi importanti i cui collegamenti col capoluogo berico saranno sempre più difficili. Il consigliere regionale PD Giuseppe Berlato Sella ed io abbiamo risposto a questa decisione con una lettera-appello rivolta ai sindaci del territorio interessato.
Chiudere la biglietteria a Schio e ridurre gli orari della stazione di Thiene permetterà un risparmio modesto a fronte di un danno sociale enorme, con aumento del rischio per la sicurezza dei viaggiatori. Quello scelto dalla Regione e da Trenitalia è un modo di procedere inaccettabile e francamente incomprensibile, che renderà ancora più difficili i collegamenti tra i diversi comuni e il capoluogo berico. Si tratta di una scelta che va nel senso opposto a quanto chiediamo da tempo: un trasporto ferroviario metropolitano regionale. Il territorio vicentino e il Veneto presentano un ritardo strutturale nella mobilità che richiederebbe interventi di potenziamento delle linee ferroviarie minori e degli snodi locali. Per questo noi interverremo in tutti i modi per scongiurare l’ulteriore smantellamento di un settore già ampiamente in stato di emergenza. E chiediamo a tutti i sindaci interessati dei comuni interessati dalla vicenda di sostenere la nostra battaglia lanciando un segnale alla Giunta regionale.

LE EMITTENTI LOCALI PATRIMONIO DELL’INFORMAZIONE DA SALVAGUARDARE

Si poteva dimostrare un po’ più di attenzione in fase di programmazione visto che tutti concordano sull’importanza delle TV locali. Il passaggio al digitale non è stato accompagnato da una adeguata azione della Regione. La risposta datata 22 novembre all’interrogazione del 6 ottobre presentata da me e dal collega consigliere Ruzante sui fondi destinati alle emittenti locali è stata a dir poco deludente.
La Regione fornisce dei dati interessanti che evidenziano il calo complessivo dei trasferimenti al settore da parte dello Stato. Gli stanziamenti del Ministero si sono quasi dimezzati per il Veneto tra 2008 e 2010, passando da 15.985.000 euro a soli 8.694.341 euro. La risposta contiene i dettagli del riparto per le diverse emittenti venete, la cui condizione è aggravata dal calo delle pubblicità e dagli investimenti sostenuti per il passaggio da sistema un sistema analogico di trasmissione al digitale terrestre. Alcune regioni hanno cercato di far fronte alla situazione ricorrendo ai finanziamenti europei per il sostegno all’informazione locale. Questa ipotesi risultava impossibile per la Regione del Veneto, perché i fondi UE erano stati destinati ad altri interventi. Speriamo che, in vista della prossima finanziaria, la Regione si doti innanzitutto di lungimiranza e assicuri per tempo le risorse necessarie a garantire il servizio di pubblica informazione.