giovedì 13 ottobre 2011

LA SANITA' NEL VENETO

L'altra sera ho tenuto a Dueville una presentazione sulla situazione della sanità in Veneto. Allego qui le slides della presentazione in modo che gli interessati possano ritrovarle sul blog e magari continuare il dibattito attorno a questo tema.




LA SITUAZIONE DELL'ARPAV SECONDO LE FONTI UFFICIALI

La situazione finanziaria dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente del Veneto sconta principalmente due fattori . Il taglio del finanziamento per l'attività annuale deciso dalla Giunta Regionale in sede di approvazione del bilancio di previsione 2011, in primis, e l'eredità delle scelte fatte dall'ultima dirigenza, acquisto di nuove sedi e altre operazioni. Fatto sta che mancano all'appello almeno 12 milioni di euro per quest'anno. Sulla questione sono già intervenuto qualche settimana fa, ribadendo che a pagare queste scelte non possono essere la qualità dell'ambiente del Veneto e i tecnici impegnati nelle attività di monitoraggio, controllo, prevenzione. In allegato il documento di sintesi presentato dal nuovo Direttore Generale al Comitato di Indirizzo e recepito dalla Giunta Regionale martedì scorso. Il documento sarà trasmesso alla settima commissione (Ambiente e Lavori Pubblici) per il parere.

Situazione economico finanziaria per il risanamento dell'ARPAV


martedì 11 ottobre 2011

PER I 90 ANNI DI ANDREA ZANZOTTO










Ieri, dopo oltre dieci anni, ho incontrato nuovamente Andrea Zanzotto nella sua casa di Pieve di Soligo. Con il Presidente del Consiglio Regionale, Clodovaldo Ruffato, ho partecipato alla consegna del premio Leone Veneto, la massima onorificenza del Consiglio. Sono stati momenti di grande emozione, soprattutto dopo la lettura della lettera di auguri che il Presidente Napolitano ha indirizzato al poeta. "Nessun consuntivo è possibile" ci ha detto Zanzotto in una delle sue fulminanti visioni, seppur nella fatica degli anni. Tra una selva di fotografi e telecamere l'esile corpo di Zanzotto sembrava quello di un'asceta immerso in una lontana meditazione. Eppure è bastato un attimo per riportarlo al mondo della parola, senza rinunciare alla sottile ironia, e autoironia, delle sue riflessioni.
Dopo l'incontro con il poeta, il figlio ci ha accompagnati nella casa natia, con i soffitti affrescati dal padre di Andrea, pittore.


"Eppure, tra il senso di provvisorietà in cui precipita ogni ipotesi di futuro e il rischio di imbattermi, volgendomi al passato, nell'ennesimo odioso vuoto di memoria, mi sembra che capiti anche a me, talvolta, di ...intivarghe, ecco, di incappare in un qualche "pertugio", di riuscire a infiltrarmi per qualche minuscola "fessura" aperta sulla scorza della realtà."
Da "la poesia unisce le lingue". Corriere della Sera; 1 ottobre 2011

mercoledì 5 ottobre 2011

NUOVO STATUTO OSTAGGIO DEL NUMERO DI CONSIGLIERI MENTRE SI PERDONO GRANDI OPPORTUNITA'

Giovedì scorso è inziata la discussione generale sulla nuova proposta di statuto del Veneto. Non che la cosa entusiasmi molto i Veneti se non per sapere come andrà a finire sul numero dei consiglieri regionali (60, 50, 40 , 30, 29.....). Io sono intervenuto insistendo sul riconoscimento della "metropoli inconsapevole" e sull'importanza del governo delle sue funzioni strategiche, oltre che sulla necessità di una "efficacia" dell'istituzione regione. Il testo è la trascrizione del verbale, appena ritoccato. Ieri è ripresa la discussione, questa volta sui singoli articoli.

Quando nasceva la Regione Veneto, nel 1971, io andavo in prima elementare e quindi posso dire di essere a tutti gli effetti un figlio di questi 40 anni di Regione Veneto, del suo sistema economico, di uno sviluppo diffuso in tutto il territorio, con il suo modello insediativo policentrico. Anche i piccoli e medi Comuni dovevano diventare protagonisti, cento campanili e cento zone industriali. Oppure del suo sistema sanitario rispetto al quale questa Regione ha fortemente investito. Insomma, anche se non ho assistito alla sua nascita ho avuto la fortuna di partecipare al Consiglio dei quarant’anni che abbiamo fatto lo scorso anno. In quella occasione ho pensato che i costituenti veneti, con tutti i loro pregi e difetti, comunque la loro visione del Veneto sicuramente l’hanno vista realizzata. Hanno visto il passaggio di una regione uscita dal dopo guerra con una economia arretrata, legata all’agricoltura, transitare rapidamente all’industria manifatturiera, tale da collocarla tra le più sviluppate in Italia. Una regione caratterizzata da una forte enfasi sulle autonomie locali - anche troppa forse -, con una predilezione per le infrastrutture stradali e quindi per la mobilità individuale, per una produzione di beni pubblici che ha guardato molto alla sanità e al sociale e forse poco all’ambiente e alla difesa suolo. Insomma, con i valori e l’architettura istituzionale dello statuto del 1971, penso che quei costituenti possono dire che quel Veneto che avevano immaginato oggi è qui.

(leggi tutto l'intervento cliccando qui)