mercoledì 4 luglio 2018

Centri servizi per anziani - La mancata riforma delle Ipab è un salasso per le famiglie: inserire gli anziani nelle case di riposo non è più un diritto ma un costoso privilegio


“La mancata riforma delle Ipab è l’ennesima conferma dell’assenza di pensiero e progettualità di questa Giunta. Per troppe famiglie inserire un proprio caro in una casa di riposo non è più un diritto, ma un privilegio pagato a caro prezzo: in media 1800 euro. I Centri servizi pubblici per anziani erano un fiore all’occhiello del Veneto, ma l’immobilismo di Zaia li sta affondando”. La denuncia arriva dal Partito Democratico, che ha presentato oggi a Palazzo Ferro Fini un ‘Libro bianco’, curato dal consigliere Claudio Sinigaglia, da cui emerge, numeri alla mano, tutta la gravità della situazione.

Scarica il libro bianco sui centri servizi per anziani

“L’attesa della riforma è quasi diventata maggiorenne: è infatti prevista dalla legge statale 328 del 2000 e il Veneto è l’unica Regione inadempiente. Le promesse e gli impegni di Galan prima e Zaia poi sono rimasti lettera morta, con conseguenze sempre peggiori visto che la popolazione continua a invecchiare: gli over 65 sono oltre un milione, 268.465 in più rispetto al 2002 ed hanno bisogno di servizi. Le Ipab, senza interventi normativi da parte della Regione, sono al collasso tra bilanci in rosso ed esternalizzazione del personale. Il mancato aumento del valore delle impegnative (quota sanitaria) erogate ai centri per anziani, fermo al 2009, ha come conseguenza un’impennata della quota alberghiera a carico delle famiglie (da 1.200 euro di nove anni fa ai 1.800 di oggi) e parallelamente per i Comuni chiamati a integrare la retta di chi non ha i soldi per pagarla. Non è certo così che si tutelano le fasce più deboli e fragili della popolazione - attaccano i consiglieri dem - Nel 2007 la differenza tra posti letto accreditati e impegnative di residenzialità erano 1.269 oggi siamo a 3.629, un divario dovuto esclusivamente all’aumento degli accreditamenti delle strutture private. Ciò significa che migliaia di famiglie devono pagare per intero la quota alberghiera per inserire in casa di riposo un proprio caro, una decisione già di per sé difficile e drammatica. Altro che non mettere le mani in tasca ai veneti, come ama ripetere Zaia: questa è una tassa occulta che vale ogni anno oltre 100 milioni!”.


giovedì 15 febbraio 2018

Consumo di suolo, l’azzeramento è una favola della Giunta. Sarà ancora possibile cementificare un’area grande quanto Padova, Vicenza e Treviso


“Le buone intenzioni sono rimaste lettera morta e con la legge di contenimento del consumo di suolo, da qui al 2050, si potrà ancora asfaltare un’area vasta come i comuni di Padova, Vicenza e Treviso. Questo potrà avvenire in Veneto, una delle regioni, già ora, più cementificate d’Europa. Avevamo fortemente criticato la legge, contestando le troppe deroghe ed esprimendo di conseguenza voto contrario. Adesso che è arrivata la delibera della Giunta relativa al tetto massimo di consumo ammesso per i singoli comuni e la definizione degli Ambiti Sovracomunali Omogenei (ASO) non possiamo che rimarcare le troppe cose che non vanno”.  È quanto hanno sottolineato questo pomeriggio Stefano Fracasso, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Andrea Zanoni, vicepresidente della Commissione territorio e Bruno Pigozzo relatore di minoranza della legge.


giovedì 19 ottobre 2017

Le nostre proposte sull'autonomia

Noi giochiamo a carte scoperte e la nostra idea di autonomia non abbiamo paura di dirla già ora, senza aspettare il giorno dopo il referendum. Le materie dell’autonomia non sono una questione da trattare un tanto al chilo. Servono poche competenze e mirate. Serve avere autonomia su quelle competenze che possono davvero dare ai veneti più sviluppo e più efficienza.


lunedì 25 settembre 2017

Più autonomia non significa più residuo fiscale. Già oggi torna in Veneto il 90% di quanto paghiamo al fisco




Il referendum inciderà sul residuo fiscale del Veneto? Falso! Il Veneto ha un residuo fiscale di 14 miliardi e mezzo di euro? Falso! Con l’autonomia tornerà in Veneto il 90% di quanto paghiamo al fisco? È già così. Da mesi diciamo al presidente Zaia che l’autonomia è una cosa seria. Oggi, numeri alla mano, abbiamo voluto smentire alcuni degli slogan che la propaganda referendaria di questi giorni sta portando avanti. Al presidente della Regione e alla Lega chiediamo di confrontarci seriamente, e di farlo su basi e dati reali.
Uno studio che, a differenza di tanti che vediamo girare in questi giorni, si basa e cita fonti precise. Quello che emerge dai numeri è prima di tutto che il residuo fiscale totale (che comprende la quota di interessi sul debito statale) della nostra regione è ben inferiore, di quasi cinque volte, a quello dichiarato da Zaia (nel 2014 è 3,5 miliardi rispetto ai 14,5 miliardi dichiarati) e che il grado di autonomia non fa cambiare il residuo fiscale. E su questo i dati parlano fin troppo chiaramente: il residuo fiscale primario pro capite (anno 2014) di Bolzano è + 3.431 euro, quello di Trento è – 485 euro, mentre quello veneto è + 1.934 euro.Non solo. Nelle foga della propaganda si fa appello alla volontà di far tornare in Veneto il 90% di quanto paghiamo al fisco: bene, ma è già così perché di fatto in Veneto la spesa primaria in percentuale delle entrate totali (media anni 2008-2014) è pari all’89%. Invitiamo quindi il presidente Zaia a leggersi questo studio e ad affrontare con serietà un referendum che riguarda l’autonomia, certo, ma in nessun modo il residuo fiscale.

Le slide sul residuo fiscale: