martedì 10 aprile 2012

FOSCO MARAINI E LE DONNE DEL MARE

Alpinista, etnologo, fotografo, poeta metasemantico..... figura che sfugge a qualsiasi catalogazione, Fosco Maraini ci ha lasciato innumerevoli indizi della sua curiosità per l'umano. Una curiosità sempre competente, profonda,  affascinata dalla diversità e dalla ricchezza delle culture, a tutte le latitudini. Visitò il Tibet prima dell'invasione cinese e il suo "Segreto Tibet" è il più bel libro sulle terre alte dei lama. Fu rinchiuso, con la famiglia, in un campo di concentramento in Giappone durante la seconda guerra mondiale perchè si rifiutò di aderire alla Repubblica di Salò. Ma vi tornò negli anni cinquanta per studiare la popolazione Ainu e le splendide donne pescatrici subacquee dell'isola di Hékura e ora a Firenze, dove ha insegnato lingua e letteratura giapponese, sono esposte le foto di quel reportage.  In "Case, amori, universi" ci ha regalato la storia della sua vita, una lunga e avventurosa attraversata del secolo scorso, tutta fuori dalle strade principali, come questa "immersione" tra le pescatrici di molluschi. Fiere, felici, sorridenti, "nude" difronte alla natura e all'obiettivo del  fotografo Maraini.
una galleria di immagini delle pescatrici

venerdì 6 aprile 2012

NUOVO PIANO SOCIOSANITARIO: VIA LIBERA IN COMMISSIONE

E' arrivato ieri sera il via libera della V commissione regionale al nuovo piano sociosanitario del Veneto. Sedici articoli di legge e cento pagine di allegato che ora approderanno in aula del consiglio per l'approvazione finale. Discussione lunga e articolata, che ha portato a diverse modifiche del testo originale. Riassumo i punti principali:
-validità del Piano dal 2012 al 2016;
-dimensioni ottimali a cui tendere per l'organizzazione dei servizi sociosanitari compresi tra i 200 e i 300.000 abitanti ( e non capisco come fa qualche qualche giornalista a scrivere anche oggi che nel vicentino ci saranno due ULSS!);
-incarico ai Direttori Generali di 3 anni più 3. Valutazione annuale con giudizio della Giunta Regionale, della V Commissione, edella Conferenza dei Sindaci: Il mancato rispetto delle direttive vincolanti della Giunta è causa di risoluzione dell'incarico;

martedì 3 aprile 2012

PASQUA DIETRO LE SBARRE

Difficile non sentire un brivido. I lunghi corridoi, le porte che si aprono e chiudono davanti e dietro di te. E i rumori, rumori di chiavi e serrature metalliche, rumori di porte elettrocomandate. Con i corridoi che fanno da eco. Al carcere circondariale di Vicenza ci sono più di 300 detenuti, molti giovani, tanti stranieri. E' un carcere di passaggio, mi racconta il comandante degli agenti penitenziari, perchè i detenuti ci rimangono al massimo cinque anni, ma in media assai meno. Questa mattina il Vescovo di Vicenza ha celebrato la messa per la Pasqua, c'è il coro della vicina parrocchia, i volontari, gli agenti, il Direttore e soprattutto ci sono loro: i reclusi. Uno di loro legge al Vescovo un appello, chiede perdono, perdono e dignità. Possibilità di rifarsi una vita, di non perdere il rispetto di se stesso. Mi accompagnano a vedere le "sezioni", qui solo maschili. Sono in due o in tre per cella, poco più grande di uno sgabuzzino. Anche questo, come tanti altri carceri, è sovraffollato. E' stato costruito per 150 detenuti, negli anni dei "carceri d'oro". Però è pulito, ordinato, mi raccontano che i casi di autolesionismo sono pochi, mi fanno vedere la palestra, le aule per chi vuol prendersi la licenza media, la biblioteca. E gli orti tra il campo da calcio e quello da pallavolo. Una volontaria mi spiega che adesso hanno iniziato con le piante officinali. Vorrebbero coltivare piante che combattono l'ansia e i dolori. Per far diminuire il consumo dei farmaci. Coltivano melissa e menta nella terra secca di questa primavera senza pioggia. In attesa di una Pasqua, una vera.

domenica 1 aprile 2012

DO YOU REMEMBER MISS SARAJEVO?

Sarajevo 1993. Inela Nogic, 17 anni, alza la mano al cielo, è appena stata proclamata miss Sarajevo. Ma con le altre candidate srotola sul palco uno striscione: NON LASCIATE CHE CI UCCIDANO. Sarajevo è sotto assedio da due anni, esattamentemente dai primi giorni dell'aprile del 1992. La città della convivenza possibile è accerchiata dai mortai di Karadzic, i cecchini sparano sui passanti. L'assedio durerà quattro inverni. L'Europa ufficiale resterà colpevolmente in silenzio. La città delle " cento fontane e cento moschee" uscirà distrutta e martoriata. 
U2, Brian Eno e Pavarotti: Miss Sarajevo